Resto al Sud 2.0

SUD

Nuove iniziative imprenditoriali

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Importo massimo del programma di investimento

Contributo a fondo perduto fino al 75% dell’investimento.
L’intensità dell’aiuto varia in funzione dell’importo del progetto.

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Programmi di investimento fino a 120.000 €
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Programmi di investimento tra 120.000 € e 200.000 €
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Voucher 40.000 € – 50.000 € per iniziative di autoimpiego

Resto al Sud 2.0

Inquadramento della misura

Resto al Sud 2.0 è una misura di politica attiva del lavoro finalizzata a sostenere la creazione di nuove iniziative imprenditoriali, professionali e di lavoro autonomo nelle regioni del Mezzogiorno. L’intervento è attuato nell’ambito delle politiche nazionali per l’autoimpiego e viene gestito operativamente da Invitalia.

La dotazione finanziaria complessiva della misura è pari a oltre 356 milioni di euro ed è destinata a favorire l’accesso all’imprenditorialità da parte dei giovani attraverso contributi a fondo perduto e servizi di accompagnamento.

Le iniziative devono essere localizzate nelle seguenti regioni:

  • Abruzzo

  • Basilicata

  • Calabria

  • Campania

  • Molise

  • Puglia

  • Sardegna

  • Sicilia.

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni i soggetti che soddisfano congiuntamente i requisiti anagrafici e occupazionali previsti dalla normativa.

In particolare, i beneficiari devono:

  • avere un’età compresa tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti;

  • trovarsi in una delle seguenti condizioni occupazionali:

    • disoccupazione;

    • inattività;

    • inoccupazione;

    • partecipazione al Programma GOL;

    • condizione di working poor, ossia lavoratori con reddito da lavoro dipendente o autonomo talmente basso da generare un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni previste dall’art. 13 del TUIR.

La categoria dei working poor implica che, in determinate circostanze, anche soggetti titolari di partita IVA possano rientrare nel perimetro dei beneficiari, purché il reddito prodotto rientri nei limiti previsti dalla normativa e siano rispettati gli ulteriori requisiti soggettivi.

Requisiti dell’iniziativa economica

La misura è finalizzata esclusivamente al finanziamento di nuove iniziative economiche.

Ai fini dell’ammissibilità, l’iniziativa deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere costituita nel mese precedente alla presentazione della domanda;

  • risultare inattiva alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Ne consegue che attività già operative da tempo non possono essere oggetto di finanziamento. Pertanto, una partita IVA attiva da diversi anni non può costituire l’iniziativa agevolata.

Il soggetto richiedente può tuttavia partecipare alla misura mediante la costituzione di una nuova iniziativa economica conforme ai requisiti della normativa.

Forme giuridiche ammesse

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la verifica di eventuali attività economiche già svolte dal richiedente.

La normativa prevede che il soggetto che presenta domanda non sia titolare o socio di un’attività che, anche se cessata nei sei mesi precedenti la domanda, presenti un codice ATECO identico fino alla terza cifra rispetto all’iniziativa oggetto della richiesta di agevolazione.

Tale previsione è finalizzata a evitare che l’incentivo venga utilizzato per sostenere attività già esistenti o per operazioni meramente sostitutive.

Limitazioni relative ad attività già svolte

Le agevolazioni sono rivolte a:

  • Piccole e Medie Imprese (PMI)

  • Grandi imprese

che realizzano investimenti destinati:

  • all’avvio di nuove attività economiche

  • all’ampliamento o alla diversificazione di attività esistenti

Le imprese beneficiarie devono mantenere l’investimento e l’attività produttiva nella ZES per almeno cinque anni dal completamento del progetto.

Attività e settori economici ammissibili

La misura finanzia un’ampia gamma di attività economiche, tra cui:

  • attività industriali e manifatturiere;

  • attività artigianali;

  • servizi alle imprese;

  • servizi alle persone;

  • attività turistiche;

  • attività commerciali;

  • attività professionali.

Sono ammesse anche attività di trasformazione di prodotti provenienti dall’agricoltura, dalla pesca o dall’acquacoltura.

Restano invece escluse le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.

Intensità dell’aiuto e contributi concedibili

La misura prevede due strumenti di sostegno distinti: il voucher di autoimpiego e il contributo per programmi di investimento.

È importante evidenziare che i due strumenti non sono cumulabili.

Voucher

Il voucher è destinato a iniziative di autoimpiego di dimensione ridotta.

L’importo massimo concedibile è pari a:

  • 40.000 euro;

  • 50.000 euro in presenza di specifiche maggiorazioni, ad esempio per investimenti tecnologici o ambientali.

Contributo per programmi di investimento

Per progetti imprenditoriali strutturati è previsto un contributo a fondo perduto calcolato in percentuale sull’investimento.

Le intensità di aiuto sono le seguenti:

  • 75% a fondo perduto per programmi di investimento fino a 120.000 euro;

  • 70% a fondo perduto per programmi di investimento compresi tra 120.000 e 200.000 euro.

Ad esempio, per un programma di investimento pari a 100.000 euro il contributo concedibile sarebbe pari a 75.000 euro.

Spese ammissibili

Sono considerate ammissibili le spese strettamente funzionali alla realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale.

Tra le principali categorie rientrano:

  • macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi;

  • programmi informatici e soluzioni ICT;

  • sviluppo di software e piattaforme digitali;

  • acquisizione di immobilizzazioni immateriali;

  • consulenze tecnico-specialistiche;

  • opere edili relative a ristrutturazioni e manutenzioni straordinarie.

Le spese per opere edili sono ammissibili entro il limite del 50% dell’investimento complessivo.

Spese non ammissibili

Non rientrano tra le spese finanziabili:

  • acquisto di terreni;

  • acquisto di immobili;

  • consulenze per la predisposizione della domanda;

  • consulenze legali o fiscali;

  • materie prime e semilavorati;

  • costi del personale;

  • utenze e canoni di locazione;

  • operazioni di leasing.

Servizi di accompagnamento: formazione e tutoraggio

Oltre al sostegno economico, la misura prevede servizi di accompagnamento per le imprese beneficiarie.

Tra questi rientrano:

  • percorsi di formazione imprenditoriale organizzati dall’Ente Nazionale per il Microcredito;

  • servizi di tutoraggio tecnico e gestionale durante la fase di avvio dell’attività.

Il tutoraggio è finalizzato a supportare le imprese nelle attività di avvio, nella gestione delle criticità tipiche della fase di startup e nella rendicontazione delle spese finanziate.

Limitazioni relative ad attività già svolte

La domanda di agevolazione deve essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma online di Invitalia.

Per accedere alla procedura è necessario disporre di:

  • identità digitale (SPID, CIE o CNS);

  • firma digitale;

  • posta elettronica certificata (PEC).

L’istanza deve essere presentata dal titolare dell’iniziativa economica o dal legale rappresentante della società.

Valutazione delle domande

Le domande sono esaminate da Invitalia secondo il criterio dell’ordine cronologico di presentazione.

Non sono previste graduatorie: le agevolazioni vengono concesse fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Il tempo medio di istruttoria è pari a circa 90 giorni dalla presentazione della domanda.

Considerazioni conclusive

Resto al Sud 2.0 rappresenta uno degli strumenti più rilevanti di sostegno alla creazione di nuove imprese nel Mezzogiorno.

L’accesso alle agevolazioni richiede tuttavia un’attenta verifica preliminare dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla normativa, con particolare riferimento a:

  • effettiva condizione occupazionale del proponente;

  • novità dell’iniziativa economica;

  • struttura societaria e controllo della società;

  • eventuali attività già svolte con codici ATECO analoghi.

Una corretta impostazione del progetto imprenditoriale e della struttura societaria costituisce pertanto un elemento determinante per la riuscita della domanda e per la successiva gestione dell’iniziativa agevolata.

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