Avviso pubblico “Risorse in Comune”: PNRR per i Comuni
L’Avviso pubblico “Risorse in Comune” è una misura di finanza agevolata dedicata ai Comuni di piccole e medie dimensioni, finanziata nell’ambito del PNRR – Missione 1, Componente 1, Investimento 2.3, Sub-investimento 2.3.2 “Sviluppo delle capacità nella pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro”.
L’obiettivo è rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali, migliorare gli ambienti di lavoro, favorire la transizione digitale e valorizzare il capitale umano attraverso l’acquisto di beni e servizi innovativi.
1. Cos’è la misura “Risorse in Comune”
L’Avviso “Risorse in Comune” è un finanziamento a fondo perduto PNRR rivolto ai Comuni, finalizzato a:
- adeguare assetti organizzativi e spazi di lavoro;
- potenziare le dotazioni digitali, hardware e software;
- migliorare l’esperienza lavorativa del personale e i modelli organizzativi, anche in ottica di lavoro flessibile e da remoto.
La misura si sviluppa lungo tre principali direttrici progettuali:
- Riqualificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro;
- Sviluppo digitale e nuove tecnologie;
- Valorizzazione del capitale umano.
Tutte le risorse devono essere utilizzate per acquisti sul MePA – Mercato elettronico della PA (AcquistinretePA), scegliendo beni e servizi all’interno di specifiche categorie merceologiche previste dall’Avviso.
2. Dotazione finanziaria e intensità del contributo
2.1 Quante risorse ci sono
La dotazione complessiva dell’Avviso è pari a 100 milioni di euro, finanziati dall’Unione europea – NextGenerationEU, a valere sulla Missione 1 del PNRR.
È previsto che almeno il 40% delle risorse sia riservato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna).
2.2 Importo del contributo per ciascun Comune
Per ogni Comune che aderisce alla misura sono previsti i seguenti massimali:
- Contributo minimo: 30.000 € (IVA inclusa);
- Contributo massimo ordinario: 270.000 € (IVA inclusa);
- Possibile incremento fino a 512.400 € (IVA inclusa), in base al tasso effettivo di adesione, come soglia di efficacia massima dell’intervento.
Le risorse sono ripartite per fasce demografiche, uguali per tutti i Comuni della stessa fascia:
- Fascia 1: 5.000–10.000 abitanti;
- Fascia 2: 10.001–15.000 abitanti;
- Fascia 3: 15.001–20.000 abitanti;
- Fascia 4: 20.001–25.000 abitanti.
L’importo effettivo spettante a ciascun Comune deriva quindi dal numero di abitanti e dalla fascia di appartenenza, nel rispetto del vincolo del 40% destinato al Mezzogiorno.
2.3 Intensità dell’aiuto: copertura delle spese
L’Avviso non richiede cofinanziamento da parte del Comune: si tratta di un contributo a fondo perduto che:
- copre al 100% le spese ammissibili;
- è riconosciuto fino al massimale assegnato al Comune;
- si basa su spese effettivamente sostenute e rendicontate a costo reale tramite il sistema ReGiS.
Le richieste di trasferimento delle risorse possono arrivare fino al 90% dell’importo assegnato, con successivo saldo finale a seguito dell’approvazione della rendicontazione conclusiva.
3. Chi può partecipare all’Avviso “Risorse in Comune”
3.1 Soggetti ammissibili
Possono presentare domanda di partecipazione esclusivamente i Comuni che rispettano tutti i seguenti requisiti:
- Popolazione residente compresa tra 5.000 e 25.000 abitanti, rilevata al 31 dicembre 2024 dal servizio anagrafe del Comune;
- presentazione della domanda secondo le modalità previste dall’art. 9 dell’Avviso, attraverso il Portale Lavoro Pubblico.
3.2 Forma di partecipazione
La partecipazione è consentita solo in forma singola:
- non sono ammesse domande presentate in forma aggregata;
- non sono ammesse forme associative (Unioni di Comuni, Convenzioni, ecc.) ai fini di una domanda congiunta.
Ogni Comune può presentare una sola domanda di partecipazione e, se ammesso, diventa Soggetto attuatore del finanziamento.
3.3 Scadenza e modalità di presentazione
La domanda di partecipazione:
- va presentata entro il 10 dicembre 2025, a pena di irricevibilità;
- deve essere compilata e inviata solo in via telematica attraverso la sezione “Risorse in Comune” del Portale Lavoro Pubblico;
- viene generata dalla piattaforma secondo il fac-simile dell’Allegato 1 e firmata digitalmente dal Legale rappresentante del Comune o suo delegato.
Alla domanda devono essere allegati, a pena di esclusione:
- certificazione dei dati anagrafici della popolazione residente al 31/12/2024;
- dichiarazione sull’assenza di conflitti di interesse del titolare effettivo;
- eventuale delega, in caso di firma da parte di soggetto diverso dal Legale rappresentante.
4. Tipologie di spesa ammissibili: cosa si può finanziare
Il contributo finanzia esclusivamente l’acquisto di beni e servizi sul MePA, tra quelli indicati nelle schede tecniche e nella mappatura dei fabbisogni di acquisto allegate all’Avviso.
Gli acquisti devono essere effettuati come “Acquisto da Catalogo” con ordine diretto sul MePA (AcquistinretePA).
4.1 Le tre direttrici e le nove categorie merceologiche
Gli interventi finanziabili sono organizzati in tre direttrici e nove categorie merceologiche.
a) Riqualificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro
Spese per migliorare concretamente gli spazi e gli strumenti operativi:
- Arredi per ufficio e complementi d’arredo;
- Dispositivi e sistemi di comunicazione;
- Fotografia, ottica, audio e video.
Esempi (a titolo indicativo): scrivanie ergonomiche, sedute, armadi di archivio, sistemi di videoconferenza, schermi e sistemi audio per sale riunioni e sale consiliari.
b) Sviluppo digitale e nuove tecnologie
Spese per potenziare infrastrutture digitali e gestione documentale:
- Licenze software – MePA Beni;
- Macchine per ufficio;
- Firma Elettronica Qualificata;
- Servizi di print management, digitalizzazione e gestione documentale – MePA;
- Licenze software – MePA Servizi.
Esempi: software gestionali per uffici tecnici, sistemi di protocollo informatico, soluzioni per la gestione documentale, servizi di dematerializzazione e archiviazione digitale, multifunzioni e stampanti, pacchetti di firma digitale per il personale.
c) Valorizzazione del capitale umano
Spese per abilitare modelli di lavoro flessibili e smart:
- PC, periferiche e accessori – MePA Beni.
Esempi: notebook per il personale, docking station, monitor aggiuntivi, periferiche per lavoro in mobilità, accessori per postazioni ibride e per lo smart working.
4.2 Vincoli e condizioni sulle spese
Oltre a rientrare nelle categorie sopra elencate, le spese devono rispettare alcuni importanti vincoli:
- essere coerenti con le schede tecniche dei beni e servizi ammissibili;
- essere effettuate esclusivamente su MePA mediante ordine diretto da catalogo;
- rispettare il limite per cui ogni singola categoria merceologica non può superare 140.000 € (IVA esclusa);
- essere realizzate, preferibilmente, selezionando almeno una categoria per ciascuna delle tre direttrici;
- non essere già finanziate da altri fondi pubblici (divieto di doppio finanziamento);
- rispettare il principio DNSH – “Do No Significant Harm” e gli altri principi trasversali del PNRR: parità di genere, valorizzazione dei giovani, riduzione dei divari di cittadinanza.
4.3 Periodo di ammissibilità degli acquisti
Gli acquisti finanziati devono essere effettuati nel periodo compreso tra il 20 gennaio e il 20 febbraio 2026.
Ciò significa che il Comune deve:
- completare le procedure di scelta e ordine dei beni/servizi all’interno di questa finestra temporale;
- garantire che la successiva attuazione, consegna e rendicontazione avvengano nel rispetto delle scadenze PNRR.
5. Come funziona, in pratica, il finanziamento
Di seguito la logica operativa del contributo “Risorse in Comune”:
- Il Comune presenta domanda entro il 10 dicembre 2025 tramite il Portale Lavoro Pubblico.
- Il Dipartimento della Funzione Pubblica valuta l’ammissibilità e assegna il finanziamento con decreto, calcolando l’importo sulla base della fascia demografica.
- Il Comune, una volta assegnato il contributo, acquisisce il CUP (Codice Unico di Progetto) e lo comunica in piattaforma per l’accettazione espressa del finanziamento.
- Il Comune, in qualità di Soggetto attuatore, effettua gli acquisti sul MePA nelle categorie previste, nel periodo 20/01–20/02/2026.
- Le spese vengono rendicontate a costo reale nel sistema ReGiS; il Dipartimento eroga trasferimenti intermedi fino al 90% e un saldo finale dopo l’approvazione della rendicontazione conclusiva.
6. Suggerimenti operativi per i Comuni e per chi li assiste
Per sfruttare al meglio il bando “Risorse in Comune”, è consigliabile adottare un approccio strategico alla finanza agevolata e alla programmazione degli acquisti.
- Mappare i fabbisogni interni per aree: arredi e spazi di lavoro, dotazioni digitali, PC e strumenti per il personale.
- Verificare per tempo i beni e servizi disponibili a catalogo MePA nelle categorie previste.
- Definire un cronoprogramma interno che tenga conto di:
- tempi per la preparazione e approvazione della domanda;
- tempi tecnici per l’ordine su MePA;
- finestra obbligatoria degli acquisti (20 gennaio – 20 febbraio 2026).
- Coinvolgere gli uffici personale, informatica, lavori pubblici e segreteria generale per definire un progetto coerente con le tre direttrici di intervento.
- Valutare il supporto di consulenti di finanza agevolata per la progettazione, la gestione degli acquisti su MePA e la rendicontazione PNRR.






